Il futuro della viticoltura è più attuale che mai.

Le varietà resistenti consentono di rendere il binomio tra qualità e sostenibilità una realtà

Scopri quali e cosa sono…

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Cosa sono le Varietà Resistenti e perchè ci servono.

Le Nuove Varietà Resistenti di Vite (dette anche PIWI da pilzwiderstandsfähig in tedesco) sono varietà ottenute dall’ibridazione guidata, ovvero tramite il prelievo manuale del polline da una pianta donatrice e l’impollinazione guidata della pianta madre, tra una Vitis Vinifera (la vite europea che produce tutto il vino che conosciamo) e Viti non europee, come Vitis Labrusca. Queste ultime apportano al corredo genetico della Vite Europea, rinomata per la qualità delle sue uve, la resistenza alle principali malattie che causano ogni anno danni ingenti nei vigneti di tutto il mondo, come Peronospora ed Oidio. Le viti extra-europee hanno sviluppato queste resistenze grazie alla loro convivenza millenaria con queste malattie, originarie del continente americano.

 
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Funzionamento delle resistenze e futuro della viticoltura.

Le resistenze, inscritte all’interno del codice genetico delle piante possono funzionare secondo varie modalità, la più comune è l’ipersensibilità, ovvero un’identificazione rapida della malattia da parte della pianta ed una risposta efficace; nella foto possiamo vedere delle macchie gialle con dei punti necrotici al centro, questi sono il frutto della risposta naturale della pianta che ha arginato la diffusione della malattia uccidendo i tessuti circostanti il punto di ingresso del fungo.

Al momento queste varietà sono ancora una novità nel mondo vitivinicolo e vengono spesso guardate con sospetto. Noi crediamo nel loro potenziale qualitativo nella capacità di ridurre l’intervento dell’uomo. Crediamo nell’introduzione delle varietà resistenti nei disciplinari dei vini di qualità e nel conferimento di riconoscimenti simili a quelli assegnati al vino biologico per sdoganarli nel panorama mondiale e poterli abbinare alle nostre varietà autoctone.